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DETRAZIONI PER ACQUISTO DI UNA CASA RISTRUTTURATA
Parte 1. Non solo chi ristruttura la propria casa può usufruire di una detrazione irpef del 50%, ma anche chi acquista un immobile già ristrutturato. Il bonus è vincolato all'acquisto di un'unità immobiliare residenziale e si applica anche per l'acquisto delle relative pertinenze La normativa l'articolo 16-bis comma 3 del tuir prevede la possibilità di operare una detrazione dell'imposta sui redditi delle persone fisiche (irpef) per le spese sostenute per l'acquisto di un immobile residenziale facente parte di un edificio sottoposto a interventi di restauro, recupero o risanamento conservativo. La normativa vigente (legge 147/2013) prevede che i lavori da parte dell'impresa o cooperativa debbano avvenire entro il 31 dicembre 2014, mentre la sottoscrizione del rogito notarile deve avvenire entro e non oltre il 30 giugno 2015. Le detrazioni Per l'anno in corso, il bonus irpef è stato elevato dal 36% al 50% per una spesa massima di 96.000 euro. Se le spese vengono sostenute nel corso dell'anno 2015 la detrazione sarà del 40, mentre dal 1 gennaio 2016 il bonus tornerà al 40%. Per calcolare la detrazione l'acquirente (indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti) dovrà partire da un importo forfetario pari al 25 del prezzo di vendita o di assegnazione dell'abitazione. Appartamenti e pertinenze L'agenzia delle entrate ha precisato che l'agevolazione è vincolata all'acquisto di un immobile a solo uso residenziale, non vale quindi per diverse unità immobiliari. Inoltre, è possibile applicare il bonus anche per l'acquisto delle pertinenze. Se si tratta di un atto unico d'acquisto, il limite si applica al costo totale, nel caso di due unità residenziali, il limite massimo di spesa potrà essere riferito ad ogni singolo immobile. (http://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2014/06/30/109811-detrazioni-per-acquisto-di-una-casa-ristrutturata-quali-sono-e-come-ottenerle)
PROPRIETARI, INQUILINI E SPESE DI CONDOMINIO
Ci sono delle spese che ogni condominio deve affrontare. Se queste riguardano il rifacimento degli interni o delle facciate, quindi parliamo di lavori che vanno a migliorare le effettive condizioni del palazzo a lungo termine, vanno pagate dal proprietario, che vedrà arricchire il valore del suo immobile. Nel momento in cui, per queste opere di ristrutturazione, bisogna pagare una tassa di occupazione del suolo pubblico, anche questa sarà a carico del proprietario; la stessa imposta va pagata però dall'inquilino se si tratta di suolo antistante al cancello o al garage che rimane sempre a disposizione di chi vive nel condominio. Nello stilare il regolamento aggiornato, le Associazioni non potevano dimenticare la portineria: le spese per lo stipendio del portiere, per la sua indennità sostitutiva alloggio e per la manutenzione ordinaria della guardiola vanno suddivise tra il proprietario (10%) e l'inquilino (90%). Per le pulizie della guardiola e degli spazi comuni bisogna fare altre valutazioni: nel momento in cui va fatta una gara d'appalto per scegliere l'impresa di pulizia e per ingaggiarla, l'onere delle spese va al proprietario; mentre l'inquilino corrisponderà la spesa periodica per il materiale necessario all'igiene e per lo stipendio degli addetti. E per gli spazi verdi? Il principio rimane lo stesso degli impianti: la cura e la pulizia spetta all'inquilino, mentre eventuali rinnovi spettano al proprietario. E altrettanto vale nel caso in cui il condominio disponga di impianti sportivi. Il buon senso e il principio fondamentale che guida la suddivisione delle spese tra proprietari e inquilini va applicato, chiaramente, anche quando parliamo del singolo appartamento dato in locazione. Se l'abitazione necessita di un cambio radicale della pavimentazione o dei rivestimenti, questo tocca ovviamente al proprietario. Ma nel momento in cui bisogna rinfrescare la verniciatura delle pareti o intervenire su riparazioni di infissi, sanitari, serrature, serrande, citofoni, cavi elettrici e vetri rotti, le spese saranno imputate esclusivamente all'inquilino che abita e usa attivamente l'appartamento. (http://news.immobiliare.it/proprietari-e-inquilini-come-dividersi-le-spese-18342)
TASSE SULLA CASA: QUANDO E COME SI PAGANO
Via libera del Senato al provvedimento con le misure sugli immobili. Le amministrazioni possono aumentare la tassa sui servizi indivisibili ma dovrebbero compensare con detrazioni. Come funziona. E' la nuova imposta sui servizi indivisibili che si applica sui fabbricati, compresa l'abitazione principale, e sulle aree fabbricabili, così come definiti ai fini Imu. La base imponibile si determina con le stesse regole dell'Imu. Sono soggetti passivi possessori e detentori (anche inquilini) degli immobili. Questi ultimi in misura compresa tra il 10 e 30 per cento, secondo quanto decide il comune. L'aliquota base é l'1 per mille, la massima va determinata in modo che la somma di Tasi e Imu non superi il 10,6 per mille. Quando si paga. Al 16 giugno e al 16 dicembre di ogni anno. Per la prima casa si paga tutto entro il 16 dicembre a meno che il comune non abbia pubblicato la delibera sulle aliquote entro il 31 maggio. Particolarità 2014 Quest'anno la Tasi non può superare il 2,5 per mille. Il comune può aumentare però di un altro 0,8 per mille se fissa agevolazioni all'abitazione principale tali da equiparare il carico della Tasi a quello dell'Imu sull'abitazione principale. (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-01/tasse-casa-tasi-150533.shtml?uuid=ABYHu4EB&nmll=2707)
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